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Inserito originariamente da procionegobbo


Ieri mi è capitato, per l’ennesima volta, di assistere a numeri da circo lavorativi. Al supermercato davanti casa hanno deciso di rifare la facciata e tre operai acrobati si sono messi a smontare scritte e pannelli. Ovviamente senza casco, imbragature di alcun tipo o guanti.
Buona parte del lavoro è stato inoltre fatto da un operaio passeggiando su una tettoia di ferro e plastica.
Il tutto mentre i clienti entravano e uscivano.

Altre foto nel set “Sicurezza sul lavoro?” di flickr, al quale aggiungerò in futuro tutte le foto di questo tipo.

 

Il 16 Aprile ci trovavamo, per l’ennesima volta, sotto al tribunale civile di Roma in attesa della sentenza di insolvenza per Agile.
Atmosfera tranquilla, una cinquantina di impiegati di un’azienda informatica non è che siano un pericolo per l’ordine pubblico di solito. Infatti anche gli occupanti delle tre blindati, due di carabinieri e uno di polizia erano molto rilassati. Così rilassato che il carabiniere autista di uno dei blindati stava leggendo. Ma quando me ne sono accorto mi sono sentito un po’ meno tranquillo chissà perché.

Era un catalogo.

Di armi.

Da guerra.

Tribunale 16 Aprile 2010

 

Mi permetto di citare da una mailing list chiusa

Immaginate un tizio che vi dica:
“Non bisogna usare le cinture di sicurezza, l’unico modo per evitare gli incidenti stradali è correre piano. Anzi, le cinture di sicurezza sono dannose perchè vi danno una falsa sicurezza e quindi vi incitano a correre forte. Quindi mi raccomando, NON usate le cinture di sicurezza”.
Come minimo gli ridereste in faccia e lo considerereste un vero incosciente (giusto per non essere volgari) a propagandare una simile stronzata.

…e chi vuol capire capisca.

 

Spesso è necessario usare un punto di vista esterno per giudicare una situazione. La maggior parte degli italiani non riesce a vedere somiglianze tra la situazione politica attuale e quella che portò al potere Mussolini.
Vista da fuori è peggio.
La situazione italiana vista dagli occhi del resto degli europei è brutta, come potrebbe essere diversamente: un ministro ex neofascista porta l’esercito nelle città mentre viene approvata una legge che garantisce l’immunità al premier, la propaganda razzista comincia a dare i suoi frutti, il governo va avanti a decreti e fiducia sminuendo l’importanza del parlamento.
Vista da fuori è peggio, ma per cervelli pensanti è peggio anche da dentro.

via Bru (su FriendFeed che l’ha ciucciato da Twitter)

 

Tentato furto alla GSQualche giorno fa volevo scrivere un post sul pericolo di rigurgiti razzisti che l’omicidio di Roma avrebbe potuto provocare. Come spesso accade la realtà è più veloce della mia pigrizia. I rigurgiti ci sono stati.
Come al solito i media montano il caso e in questo periodo pare che ogni in crimine commesso ci sia di mezzo un rumeno, la solita campagna mediatica: quest’autunno va di moda il “criminale rumeno”.

Ma magari non è solo moda giornalistica: ieri notte una decina di scalmanati ha tentato di svaligiare la GS sotto casa mia. alle due circa abbiamo sentito un botto e l’allarme del supermercato, mi affaccio alla finestra e vedo una macchina che spinge sulla serranda del super. L’auto spinge e alla fine sfonda entrando completamente.
Una banda di una decina di ragazzi sciama nel negozio. Ci mettono almeno dieci minuti per estrarre la macchina incastrata all’interno.
Nel frattempo avvicinano un’altra macchina e aprono il portabagagli, forse per caricare qualcosa.
Io, che appena vista la serranda sfondata avevo chiamato il 112, guardo dal balcone la scena, i ragazzi parlano tra loro urlando ma non capisco cosa dicono. Strano infatti per un curioso effetto il mio balcone ha un’acustica eccezzionale e di norma la notte si sentono chiaramente i discorsi della gente in strada.
Mistero forse risolto quando uno di loro, il palo, vede i lampeggianti di una volate e urla “Garda!”, subito tutti cominciano a gridarsi tra loro “Garda! Gardaaa!!!” poi fuggono a piedi verso la pista ciclabile.
Garda: in rumeno vuol dire guardia, polizia.

Non mi faccio illusioni sul fatto che gli immigrati sono tutti buoni, ne facili razzismi (sono tutti criminali). Ma sono sicuro che quello che è successo l’altra notte darà l’ennesima scusa ad altra gente per essere razzisti sentendosi anche nel giusto.
La destra gongola cantando “te l’avevo detto” il governo vara un “pacchetto sicurezza” e a Roma sgomberano i campi nomadi e le baraccopoli. Un’imponente opera di apparente pulizia, ma tutti a mio modesto avviso mancano decisamente il punto: la certezza della pena. A che serve inasprire le pene, espellere, allontanare se un criminale, immigrato o indigeno non ha alcuna importanza, è abbastanza sicuro di farla franca?
Non è l’entità della punizione che ferma la mano del criminale,fosse così negli stati in cui vige la pena di morte non ci sarebbero omicidi, non ci sarebbero funzionari corrotti in Cina; è la certezza o la quasi certezza della punizione.
E questo vale indipendentemente dal fatto che il crimine sia commesso da un rumeno, da un italiano, da uno gnomo o da un leghista.

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