religione-a-scuola-no-grazie

Questo post è lungo quindi mettetevi comodi.

Una premessa. Credo nella libertà di espressione e nella libertà di professare la propria fede, qualunque essa sia. Credo anche nella libertà di prendermi gioco degli aspetti ridicoli di qualunque religione e nella libertà di qualunque credente di prendere in giro gli aspetti ridicoli dell’ateismo.
Credo anche che, in conseguenza del fatto che non tutti la pensiamo allo stesso modo, ci siano limiti sui luoghi e i tempi nei quali esercitare tali libertà.
La scuola è uno di questi luoghi. La scuola pubblica in particolare dovrebbe essere un luogo assolutamente neutrale dal punto di vista religioso, un santuario dell’etica e dell’educazione. Continue reading »

 

Corsi di armi e tiro, sopravvivenza, gare tra “pattuglie” di studenti, percorsi ginnico militari. Alle superiori. L’ultimo peto cerebrale dei ministri Gelmini e La Russa.

Non commento, vado a vomitare.

 

In una scuola di Roma gli alunni di prima elementare fanno lezione seduti per terra: mancano banchi e sedie. Vaffanculo.
Spesso ai genitori, in molte scuole, viene richiesto di contribuire con sapone, carta igenica, materiale didattico vario. Vaffanculo.
“abbiamo ereditato 200 mila precari”. Ereditato da chi visto che negli ultimi sedici anni, salvo brevi intervalli, hanno governato sempre gli stessi? E pure qui, vaffanculo.
La scuola pubblica è in crisi da decenni e la soluzione qual’è sempre? Tagli. Li chiamano tagli ai costi ma sono sempre e solo tagli all’istruzione, alla crescita culturale. Ma si sa, veline e tronisti si governano meglio. Soprattutto veline e tronisti si controllano meglio anche quando entrano in politica. Marionette con la mano del duce ventriloquo su per lo sfintere che sforbiciano per mandato.
Ho terrore di quando mio figlio dovrà andare alle elementari. Di come sarà peggiorata la scuola pubblica italiana nei prossimi due anni. E anche del fatto che se fossi costretto a violentare la mia coscienza civica ed arrendermi ad una scuola privata, trovarne una non in mano al vaticano sarebbe un impresa improba.
Vaffanculo l’ho gia detto? Sì…scusate allora.

 

Io le ore di religione le passai in corridoio o in un’aula vuota con qualche altro “strano”. Il preside ci diceva di avere pazienza perché in fondo si trattava di una fase di transizione. Sono passati venti anni, la fase di transizione non è ancora finita.

 

No, non ha niente a che fare con la pedofilia. Questa volta. E’ solo il termine che mi è venuto in mente leggendo questa notizia.

Quando l’ora di religione fu resa facoltativa si tentava di mantenere gli studenti in classe dicendo, e me lo ricordo bene, che sarebbe stata un’ora di storia delle religioni e di confronti costruttivi. Che non ci sarebbe stata alcun tipo di propaganda religiosa. Cosa poco credibile visto che gli orari scolastici riportavano “insegnamento della religione cattolica”.

La maschera finalmente cade.

 

Ma cosa potrò dire a mio figlio tra dodici – quindici anni?
Cosa gli potrò dire qundo mi chiederà

Ma tu dove eri? Cosa facevi mentre l’Italia cambiava? Mentre reintoducevano pian piano le leggi razziali? Mentre Il livello di censura e controllo su Internet superava quello cinese? Mentre le persone perdevano il diritto a decidere della loro vita? Mentre le milizie di un partito cominciavano a pattugliare le strade? Mentre l’unica ipotesi concreta di opposizione si rivelava essere l’ipotesi sbagliata? Mentre uno spot alla volta i favorevoli al regime (e gli ignavi) diventavano “quelli per la vita” e tutti gli altri quelli “per la morte”? Mentre la religione cattolica diventava “un aiuto per l’integrazione“? Mentre le scuole pubbliche che avrei dovuto e potuto frequentare venivano rese poco più che parcheggi per pargoli? Mentre in nome della libertà di scelta le scuole private diventavano sempre più ricche? Mentre i debiti di Alitalia venivano accollati ai cittadini e i guadagni un gruppetto di amici imprenditori? Mentre migliaia di soldati svolgevano servizi che spettano alla polizia? Mentre riabilitavano i fascisti di Salò? Mentre a Porta Pia si dimenticavano dei bersaglieri e si commemoravano i mercenari del papa? Mentre migliaia di persone perdevano il lavoro e il Governo cercava di convincere tutti a comprare la macchina nuova? Mentre il capo del governo faceva battute e rideva alle spalle di tutti, compreso il presidente degli USA? Mentre decreto dopo decreto il parlamento veniva esautorato del potere legislativo? Mentre la legge fondamentale dello Stato veniva irrisa come fosse un volantino di nostalgici stalinisti? Mentre dei preti “guarivano” i gay ma si facevano i bambini? Mentre un professore non poteva togliere il crocifisso dall’aula in cui insegnava ma un ministro poteva sfanculare l’inno nazionale? Dov’eri quando nonno e zio hanno smesso di parlarsi? Dov’eri papà? Che stavi facendo?

E io che cosa potrò mai dirgli? Che il mio posto di lavoro vacillava come gli altri? Che stavo pagando il mutuo? Che cercavo di capire dove scappare?
Io lo guardo la sera giocare a “tombola di animali”, alle lotte dei suoi “dinotauli”, lo guardo correre al parco, piangere e rideree non posso non chiedermi se è questo il Paese nel quale voglio che cresca.

 

Dal resoconto del 22 Gennaio 2009 della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione)

Conclusione della risoluzione approvata:

…impegna il Governo

a far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo.

(via UAAR)

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