Io ieri avrei dovuto scioperare, andare alla manifestazione insieme a molti altri colleghi.
Avrei dovuto farlo come ho fatto tante altre volte*, tante volte in cui qualche rischio di ritorsioni c’era coi crumiri e le spie che osservavano sotto un cappello seduti al tavolino del bar o che contavano i presenti allo scioglimento del corteo.
Ma questa volta no, non ce l’ho fatta. Sono stanco di lottare coi mulini a vento, di urlare a chi non sente.
Questa volta non c’era niente da perdere e forse proprio perché non c’era niente da perdere io ho perso la motivazione. Mi dispiace e me ne vergogno anche un po’ ma credo di essermi arreso.
Non mi voglio nascondere, come fanno alcuni, dietro discorsi tipo “gli stai solo regalando i soldi” o “così non basta, dovremmo fare come in Francia” ne voglio dire che scioperare sia inutile, il problema è solo mio.
Certo che guardare in faccia il cliente con la consapevolezza che da giugno difficilmente riceverà assistenza su quello che gli stai consegnando è brutto e ancora più brutto è vedere nella sua espressione che questo lo sa benissimo perché i giornali li legge, lo sa che cosa succede ad Eutelia.
apr 222009
dic 122007
Ho chiamato poco fa il call center di Poste Italiane per sapere che fine ha fatto il pacco (paccocelere1 consegna entro le 12 del giorno dopo) con il mio iLiad spedito lunedì.
La risposta dell’operatrice è stata deprimente “signore, non andrà mai in consegna”. Panico. Poi corregge il tiro “finchè non finisce lo sciopero dei tir nessun pacco lascerà gli uffici postali”.
Se lo sciopero finisce il 14, se non se lo fregano all’ufficio postale, se non se lo perdono, se mi dice tanto culo allora forse lo vedrò la prossima settimana.
Ci tengo a sottolineare che Simplicissimus non ha colpe, anzi Antonio è stato disponibilissimo e paziente.
p.s.
ovviamente anche il pacco di libri da IBS è disperso.


![Foresta Nera [in progress]](http://farm8.staticflickr.com/7020/6605804179_a267784b67_s.jpg)







