Stamani, Domenica 3 Ottobre 2010, alle ore 11,30, numerosi agenti della polizia di stato in divisa e agenti della Digos hanno intimato la rimozione di uno striscione posto all’interno della vetrina della libreria AltroQuando in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo. Lo striscione recitava la frase: I LOVE MILINGO. Gli agenti lo hanno sequestrato assieme alle locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. La motivazione addotta al provvedimento è stata quella di ritenere offensiva una simile frase proprio nel momento in cui il corteo del pontefice sarebbe passato da corso Vittorio Emanuele.

via nipresa

 

Mi permetto di citare da una mailing list chiusa

Immaginate un tizio che vi dica:
“Non bisogna usare le cinture di sicurezza, l’unico modo per evitare gli incidenti stradali è correre piano. Anzi, le cinture di sicurezza sono dannose perchè vi danno una falsa sicurezza e quindi vi incitano a correre forte. Quindi mi raccomando, NON usate le cinture di sicurezza”.
Come minimo gli ridereste in faccia e lo considerereste un vero incosciente (giusto per non essere volgari) a propagandare una simile stronzata.

…e chi vuol capire capisca.

 

Ceppo - di Andrea BeggiA due anni esatti dal discorso “ecologista” di sua maestà il Papa e in occasione della sua visita a Genova gli amministratori locali tagliano gli alberi per far posto al palco (e spendono 2 milioni di euro).

via Andrea Beggi

 

La conclusione era scontata e le premesse c’erano tutte. Nel momento stesso in cui l’appello dei 67 professori è cominciato a rimbalzare sui media si è decretata la vittoria morale dei papisti.
Potrebbe sembrare agli stolti che hanno occupato il rettorato che la ritirata vaticana sia una loro vittoria, non è così: quello che verrà percepito è che il povero papa è stato costretto a tacere dai comunisti cattivi che non amano la libertà di parola.
Ovviamente è una ca##ata immane. Vittoria, o quasi, sarebbe stata una vivace e rumorosa contestazione che mostrasse l’incongruità della partecipazione di un qualunque capo religioso all’inaugurazione dell’anno accademico; per definizione un capo religioso, in quanto depositario della verità, non può accettare contestazioni ma partecipando alla cerimonia non avrebbe potuto evitarlo.
Infatti non ci andrà. Complice la grancassa mediatica (tutta italiana, all’estero non si sono curati della questione) la questione è stata spostata abilmente dall’opportunità della visita alla libertà di parola, come se fosse possibile impedire ad un papa di dire la sua.
Fatto sta che la classe politica compatta si è schierata a favore della libertà di parola del papa. E questo mi fa incazzare non poco, tutti sono caduti nel tranello. Oppure sono tutti così proni?
E’ possibile che ogni tentativo di difesa della laicità venga stravolto e travisato per farlo sembrare un attacco al cattolicesimo?
Sì, per il semplice fatto che a dichiararsi perseguitati per motivi religiosi non si perde mai (vedi la moglie di Mastella).

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