L’italia è il paese dell’emergenza, tutto quello che succede indipendentemente dalla gravità o dall’impatto reale diviene emergenza.
Emergenza stupri!
Emergenza pedofilia!
Emergenza alloggi!
Emergenza prezzi!
Emergenza virus informatici!
Emergenza bullismo!
Emergenza Eluana!
Emergenza assenteisti!
Emergenza pirati della strada!
Emergenza cibo avariato!
Emergenza prostituzione!
Emergenza disoccupazione!
Emergenza comunismo!
Emergenza fascismo!
Emergenza razzismo!
Emergenza extracomunitari!
Emergenza Grillo censurato!
Emergenza Grillo ci ha rotto i coglioni!
Emergenza atei!
e così via. Potrei continuare per altre millemila emergenze che in questi anni hanno contribuito ad instillare un senso di paura e di insicurezza nella popolazione. Potrebbe essere un effetto deviante del giornalismo ma ricordiamoci comunque che un popolo impaurito è un popolo manovrabile.
L’ultima, solo in ordine cronologico, è l’emergenza cani randagi. Come se il randagismo fosse un problema sbucato dal nulla, come se in Italia non ci fossero mai stati branchi di randagi prima. Io ricordo ben altro, il randagismo è un problema reale da sempre. Mi ricordo perfino che ne parlava il mio sussudiario delle elementari, primi anni ’80.
Forse prima di imbracciare i fucili dovremmo porci le domande giuste.