Gli avvoltoi hanno smesso di girare intorno al corpo, ora si precipitano a reclamarne la proprietà.
Tronfi e fieri saccheggiano le spoglie e masticando sbraitano “Volevamo salvarla!”
Io riesco a pensare solo al dolore di un padre.
E basta.
Gli avvoltoi hanno smesso di girare intorno al corpo, ora si precipitano a reclamarne la proprietà.
Tronfi e fieri saccheggiano le spoglie e masticando sbraitano “Volevamo salvarla!”
Io riesco a pensare solo al dolore di un padre.
E basta.
… ma per fortuna c’è qualcuno che spinge. Il presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il decreto che il governo ha presentato nonostante le obiezioni di incostituzionalità.
Qualche dubbio sul fatto che fosse una cazzata l’ha avuto anche il vassallo Fini, forse una parvenza di non sottomissione al cupolone resiste ancora. Forse.
Ho scritto questo post mentre mio figlio corre avanti ed indietro con un leone ed un aquila nelle mani “whaaa!whaaa!”, avendo ben presente quale legame emotivo lega un genitore al figlio.
Piero Colaprico ha scritto per Repubblica uno straziante resoconto di una giornata nel “non-mondo” di Eluana Englaro. Articolo che, a nostro avviso, andrebbe letto e riletto, da parte di tutti, prima di formulare giudizi su persone e situazioni che non si conoscono.
Non-mondo mi pare una definizione perfetta. Quando la mente se ne va ma il corpo rimane che ne è di quella persona? Oltre alla sofferenza di chi quella persona ha amato?
Oltre alla brama di controllo sulla vita degli altri di chi quella persona non l’ha nemmeno mai conosciuta?
Io personalmente lo faccio.
La cosa più triste è che oggi come oggi mi vergognerei indipendentemente da quale partito avessi votato. Nessuno escluso.