Ma cosa potrò dire a mio figlio tra dodici – quindici anni?
Cosa gli potrò dire qundo mi chiederà

Ma tu dove eri? Cosa facevi mentre l’Italia cambiava? Mentre reintoducevano pian piano le leggi razziali? Mentre Il livello di censura e controllo su Internet superava quello cinese? Mentre le persone perdevano il diritto a decidere della loro vita? Mentre le milizie di un partito cominciavano a pattugliare le strade? Mentre l’unica ipotesi concreta di opposizione si rivelava essere l’ipotesi sbagliata? Mentre uno spot alla volta i favorevoli al regime (e gli ignavi) diventavano “quelli per la vita” e tutti gli altri quelli “per la morte”? Mentre la religione cattolica diventava “un aiuto per l’integrazione“? Mentre le scuole pubbliche che avrei dovuto e potuto frequentare venivano rese poco più che parcheggi per pargoli? Mentre in nome della libertà di scelta le scuole private diventavano sempre più ricche? Mentre i debiti di Alitalia venivano accollati ai cittadini e i guadagni un gruppetto di amici imprenditori? Mentre migliaia di soldati svolgevano servizi che spettano alla polizia? Mentre riabilitavano i fascisti di Salò? Mentre a Porta Pia si dimenticavano dei bersaglieri e si commemoravano i mercenari del papa? Mentre migliaia di persone perdevano il lavoro e il Governo cercava di convincere tutti a comprare la macchina nuova? Mentre il capo del governo faceva battute e rideva alle spalle di tutti, compreso il presidente degli USA? Mentre decreto dopo decreto il parlamento veniva esautorato del potere legislativo? Mentre la legge fondamentale dello Stato veniva irrisa come fosse un volantino di nostalgici stalinisti? Mentre dei preti “guarivano” i gay ma si facevano i bambini? Mentre un professore non poteva togliere il crocifisso dall’aula in cui insegnava ma un ministro poteva sfanculare l’inno nazionale? Dov’eri quando nonno e zio hanno smesso di parlarsi? Dov’eri papà? Che stavi facendo?

E io che cosa potrò mai dirgli? Che il mio posto di lavoro vacillava come gli altri? Che stavo pagando il mutuo? Che cercavo di capire dove scappare?
Io lo guardo la sera giocare a “tombola di animali”, alle lotte dei suoi “dinotauli”, lo guardo correre al parco, piangere e rideree non posso non chiedermi se è questo il Paese nel quale voglio che cresca.

 

La Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Tranne quattro di loro

n.b.
i quattro cittadini un po’ più uguali potrebbero variare in base alle elezioni

Prima che qualcuno me lo segnali nei commenti: Fini ha detto che non si avvarrà del lodo Alfano per un processo a suo carico, non è che sia un gesto di cui vantarsi significa solo che lui può scegliere se subire o meno un processo. Come tutti…vero?

 

Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 13

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di
libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né
qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’Autorità

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.


Repubblica Italiana, Genova
20 Luglio 2001

Nelle celle, tutti sono picchiati. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. La testa spinta contro il muro. Tutti sono insultati: alle donne gridato “entro stasera vi scoperemo tutte”; agli uomini, “sei un gay o un comunista?” Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini; a urlare: “viva il duce”, “viva la polizia penitenziaria”. C’è chi viene picchiato con stracci bagnati; chi sui genitali con un salame, mentre steso sulla schiena è costretto a tenere le gambe aperte e in alto: G. ne ricaverà un “trauma testicolare”. C’è chi subisce lo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi patisce lo spappolamento della milza. A.(da Repubblica.it)

L’unica cosa che vorrei veramente sentir dire è :”Siete disgustosi, indegni di indossare le divise da poliziotto o carabiniere o il camice del medico e come indegni verrete cacciati.”
Non riparerebbe le ossa rotte o le umiliazioni ma farebbe sentire meglio in molti. Compresi i medici, i carabinieri, i poliziotti che ogni giorno si fanno il culo per gli altri e che vengono umiliati dal comportamento ignobile di alcuni “colleghi”.

 

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Secondo la Costituzione io ho il diritto di manifestare il mio pensiero, anche con un blog.
Secondo la Costituzione questo blog (ma anche un qualunque giornale) non ha bisogno di autorizzazioni per essere pubblicato e diffuso.

Non mi sono agitato per il disegno di legge, mi aspettavo una marcia indietro che in effetti c’è stata. Quello che però continua a sorprendermi è l’ignoranza della Costituzione, non tanto dai cittadini, ormai ci ho fatto il callo, quanto dai politici che propongono le leggi.
Lo so…sono davvero ingenuo.

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