L’italia è il paese dell’emergenza, tutto quello che succede indipendentemente dalla gravità o dall’impatto reale diviene emergenza.
Emergenza stupri!
Emergenza pedofilia!
Emergenza alloggi!
Emergenza prezzi!
Emergenza virus informatici!
Emergenza bullismo!
Emergenza Eluana!
Emergenza assenteisti!
Emergenza pirati della strada!
Emergenza cibo avariato!
Emergenza prostituzione!
Emergenza disoccupazione!
Emergenza comunismo!
Emergenza fascismo!
Emergenza razzismo!
Emergenza extracomunitari!
Emergenza Grillo censurato!
Emergenza Grillo ci ha rotto i coglioni!
Emergenza atei!
e così via. Potrei continuare per altre millemila emergenze che in questi anni hanno contribuito ad instillare un senso di paura e di insicurezza nella popolazione. Potrebbe essere un effetto deviante del giornalismo ma ricordiamoci comunque che un popolo impaurito è un popolo manovrabile.
L’ultima, solo in ordine cronologico, è l’emergenza cani randagi. Come se il randagismo fosse un problema sbucato dal nulla, come se in Italia non ci fossero mai stati branchi di randagi prima. Io ricordo ben altro, il randagismo è un problema reale da sempre. Mi ricordo perfino che ne parlava il mio sussudiario delle elementari, primi anni ‘80.
Forse prima di imbracciare i fucili dovremmo porci le domande giuste.
Io la storia di questo ragazzo, Giuseppe Gatì, non la sapevo. Non sapevo della sua contestazione al sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.
..un ragazzo di ventidue anni che ad Agrigento, davanti alle autorità schierate a festa e alle forze dell’ordine messe a protezione del potere, si alza e ricorda che l’ospite d’onore Vittorio Sgarbi – paracadutato da non si sa chi come sindaco di Salemi, nel cuore della Sicilia – è in realtà un pregiudicato, condannato per truffa ai danni dello Stato; e grida “Viva Caselli! Viva il pool antimafia!”. Naturalmente era stato portato via di peso, spintonato, trattenuto per “accertamenti” per ore.
Uno strano strano modo di morire. Per un ragazzo di ventidue anni. In Sicilia.
(via manteblog)
L’unico modo col quale Israele(il governo) può vincere in una strategia basata sulla guerra a lungo termine è lo sterminio completo. Questo vale anche per Hamas.
Nessuna delle due parti vuole veramente fermarsi, vogliono tutti una resa incondizionata o l’annientamento del nemico. Chi ci va di mezzo sono bambini a scuola, persone che vanno al lavoro con l’autobus, famiglie che festeggiano un matrimonio, insomma la gente normale a cui magari non frega una mazza se la terra in cui vivono si chiama Israele o Palestina ma vorrebbe solo vivere senza troppa paura e senza tutti i lutti insensati.
Non sono molto ottimista
Le vignette sono pubblicate per gentile concessione di Stefano Disegni
Quale modo migliore per un avvocato di festeggiare la vittoria di una causa con alcol e cocaina?
Che modo del piffero di morire per Sarif Ebrahim arrivato dal Gambia solo per finire sotto la twingo dell’euforico avvocato Ivo Ugo Ferraro.
Sarà interessante vedere se a questa storia verrà dato lo stesso risalto del multi investimento di Acilia di dieci giorni fa.
Per quanto mi riguarda per chi ferisce o uccide alla guida mentre è sotto effetto di sostanze psicotrope non dovrebbe mai più avere la possibilità di prendere la patente. A prescindere da nazionalità, etnia o professione.
Sbaglio o si sono fatti più coraggiosi? Una volta il rapporto sarebbe stato cinque contro uno.

(dalla galleria di repubblica.it)
Adesso vanno coraggiosamente in quattro contro due.
Notevolmente migliorati!
p.s.
A scanso di equivoci, questa non è una notizia e non è informazione ma trattasi di puro e semplice sarcasmo. Eventuali proteste vanno indirizzate alla fonte della foto
Ve lo ricordate lo slogan? Anni e anni di campagna pubblicitaria per convincere i consumatori che di quel marchio ci si può fidare.
Solo che il galbanino era scaduto…o se eri fortunato erano cocce riciclate.
“Obbligati per anni a vendere merce con la data di scadenza contraffatta”
Prodotti piazzati sul mercato dopo provvidenziali lifting nel deposito dell’azienda
Perugia, denuncia dei dipendenti Galbani “Così ci fanno vendere i formaggi avariati”
Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi sono due giornalisti fortunati, il loro scomodissimo servizio Così ho avvelenato Napoli ha provocato solo la reazione della procura di Napoli.
Sono fortunati rispetto ad altri loro colleghi che hanno pagato molto più caro intromettersi negli affari della camorra.
La perquisizione, sono daccordo con il cdr e la direzione dell’Espresso, ha molto l’aria di un’intimidazione.
Il fatto è che Berlusconi ha ripulito Napoli e la Campania (con le sue mani) e nessuno deve più parlare di “monnezza”.
Adesso ripetete con me
La “monnezza” non esiste.
La camorra non esiste.
oppure se non vi convince provate con
Sono tutti disonesti
Beppe Grillo è il mio profeta
ripetete finche non ci credete e poi, appena avrete finalmente assunto l’espressione ebete che ben si confa ad un popolo di telerimbecilliti, abbandonatevi con sul divano a guardare un po’ di culi in prima serata.