Domenica a Milano faceva un caldo atroce, ero in canottiera, jeans e infradito.
Lorenzo aveva la febbre e non mangiava, per il terzo giorno consecutivo. Sta mettendo i dentini e, come tutti i genitori sanno, inappetenza e febbre sono tipici sintomi di imminente dentizione. Alle 13.30, come ogni giorno, l’ho messo a dormire. Mezz’ora dopo l’ho sentito piangere, sono andata nella sua stanza e l’ho trovato in un lago di vomito e diarrea.
L’ho preso in braccio e sono volata al pronto soccorso più vicino, quello della Macedonio Melloni.
Per l’estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi
e anche
Chi vive nelle tende lo fa per propria volontà,
Sto’ valutando seriamente la possibilità che il capo del governo abbia seri problemi mentali. Ma probabilmente è solo una mia impressione.
Volete avere, contemporaneamente, una paura atroce e un’incazzatura epica?
Facile. Basta che abbiate un figlio piccolo malato con vomito e diarrea e, come ha fatto Allegra, lo portiate al pronto soccorso milanese del Macedonio Melloni
Mi si sono avvicinate due infermiere e, mentre mio figlio continuava a contorcersi e a dare di stomaco, mi hanno urlato: “Non può farlo rimettere così, dica al bambino di farlo in un catino!”. Intorno a me, neanche l’ombra di un cestino. Ho risposto, evidentemente alterata, di provar loro a suggerire ad un bambino di un anno e tre mesi dove doveva vomitare. Mi hanno portato uno scatolone di cartone: “Lo faccia vomitare qui!”.
oppure alla clinica pediatrica De Marchi
Chiamo l’infermiera, mi dice di portarlo nella saletta infermeria, dove in due (ancora) tentano di inserire un nuovo catetere.
Ricomincia quel bel lavoretto di ago, avanti e indietro, destra e sinistra, in ordine: nell’incavo del gomito destro, nell’incavo del gomito sinistro, polso destro, polso sinistro, caviglia destra, caviglia sinistra. Lorenzo ora urla come un matto, gli hanno fatto molto male, gli hanno frantumato tutte le vene possibili. E tappezzato di cerotti che coprono brutti ematomi neri.
A volte penso che i calci sui denti siano una risposta sottovalutata.
Il fratel pedofilo che ha rilasciato a L’Espresso l’intervista parla anche dell’unico religioso cacciato dall’Istituto Provolo per pedofilia. Cacciato perché era violento e faceva male ai piccoli sordomuti…e giustamente Metilparaben (il post è da leggere tutto) commenta
Lui “faceva male” perché era violento. Bisogna dedurne che gli altri, che si limitavano a inchiappettarseli normalmente, “non facevano male”?
Non vorreste anche voi incrociare queste persone?
Intendo come facevano gli antichi romani.
Rimango contrario alla pena di morte in ogni caso…ma a volte la tentazione è forte.
Ve la ricordate questa mitica scena di Blues Brothers?
Guardate bene le divise di “quegli stronzi del partito nazista” (come dice il poliziotto). Adesso guardate queste divise.
Non so se ridere o piangere.
Potrà anche essere una associazione che ripudia ogni tipo di violenza, che vuole essere al servizio dello Stato e della Costituzione ma resta il fatto che si vestono con delle divise stile militare nazista, che tra le dotazioni ufficiali ci sono elmetti e torce da manganellatori e che sul braccio hanno una bella svastica mascherata da ruota solare. Magari quest’ultima cosa può essere giustificata da una puttanata in stile “la croce celtica è un simbolo religioso”.
Probabilmente il suo nome, almeno in Italia, è meno noto ma Dave Arneson fu l’altro autore di quel regolamento che cambiò per sempre il mondo dei giochi: Dungeons&Dragons.
Dungeon&Dragons prima edizione
Non seguo più molto i siti di gioco di ruolo quindi me ne sono accorto solo oggi per puro caso.
Arneson è morto il 7 aprile di quest’anno, a poco più di un anno dalla morte di Gigax il gioco di ruolo ha perso un altro dei suoi padri.
Questa è un’altra stortura dell’attuale regime riguardo il diritto d’autore. Su Cuore d’Acciaio in Italia non ci guadagna più nessuno, né Swanwick, né la casa editrice, né i lettori. Eppure un sacco di gente pensa che sia giusto così. Be’, non importa quello che dicono le normative e le leggi (letteralmente comprate ad hoc, non certo nate per difendere gli interessi della collettività), non è giusto.