Ieri ho fatto un test importante per il mio ego. Il risultato tra 15-30 giorni.

Se dovesse andare male non saprete mai che test sia stato :P

Capita, non troppo spesso in verità, che mi lamenti del mio lavoro. Che dica di voler cambiare. Che ci provi pure.

Ma forse mi lamento troppo.
In fondo sono ancora un privilegiato, pur con lo stipendio decurtato dai contratti di solidarietà ho ancora un lavoro, un contratto a tempo indeterminato col quale pagare il mutuo che aumenta, l’asilo di Edoardo, le bollette (cazzo! il condominio…), la roba da mangiare e con moderazione qualche sfizio.

E’ vero che tutto questo me lo sono guadagnato sul campo ma è anche vero che ho avuto la possibilità di farlo quando, ormai dodici anni fa, una società ha investito in me e sulla mia formazione. Una cosa che oggi sembra fantascienza, impossibile, impraticabile. Sembra che oggi possano lavorare solo giovani con basse pretese economiche e tanta esperienza.

Le contraddizioni sono ovvie. Come posso fare esperienza di lavoro prima di lavorare? Perché se ho esperienza e competenza devo essere pagato poco? E se anche, avendo l’esperienza necessaria, accettassi di essere pagato poco perché dovrei subire lo spettro di un contratto a termine?

La cosa forse più assurda è che ormai anche io considero dei privilegi cose che dovrebbero essere normali come un tetto sulla testa, nutrimento per il corpo, per la mente (i miei libri e i miei giochi) e per il cuore(la mia famiglia). Li considero dei privilegi perché se dovessi cominciare (o ricominciare) oggi la mia vita adulta sarebbe molto difficile, se non impossibile, riuscire ad ottenerli tutti.

E’ facile pensare che Alessandra sia solo una dei tanti. E’ facile perché è vero. Ma a me il detto “mal comune mezzo gaudio” ha sempre fatto ribrezzo e il fatto che nella sua situazione siano in milioni, sinceramente, fa paura.

 

 

p.s.
a dimostrazione che i social network come friendfeed non servono solo a cazzeggiare

Quando ci metti molto tempo, sei lento.
Quando il tuo capo ci mette molto tempo, e’ accurato.

Quando non lo fai, sei pigro.
Quando il tuo capo non lo fa, e’ troppo occupato.

Quando fai un errore, sei un idiota.
Quando il tuo capo fa un errore, anche lui e’ umano.

Quando fai qualcosa senza che ti venga detto, e presunzione.
Quando il tuo capo fa la stessa cosa, e’ iniziativa.

Quando ti impunti, e testardaggine.
Quando lo fa il tuo capo, e’ fermezza.

Quando non osservi una regola di etichetta, sei maleducato.
Quando lo fa il tuo capo, e’ un tipo originale.

Quando dai ragione al tuo capo, sei un leccaculo.
Quando il tuo capo da ragione al proprio capo, e’
collaborativo.

Quando sei fuori ufficio, sei andato a spasso.
Quando il tuo capo e fuori ufficio, e’ per affari

Quando prendi un giorno di malattia, sei sempre ammalato.
Quando il tuo capo prende un giorno di malattia, deve stare veramente male.

Quando prendi un giorno di permesso, sei andato a fare un colloquio.
Quando il tuo capo manca per un giorno, e’ perche’
lavora troppo.

Un creativo dal nome improbabile e dall’oratoria degna di un tonno in scatola tenta di dare vita ad una improponibile presentazione con concetto geniale: l’attentato delle torri gemelle è un’idea della madonna.

Indifendibile

via
Vicky Gitto e “l’idea della madonna” – Marco Camisani Calzolari

Il mio pensiero sulla vergognosa vicenda capitata a mamma Barbara al Carrefour di Assago:

“Ma se sei imbecille non dovresti andare in mezzo alla gente a fotografare i bambini o a stronzeggiare con le mamme”

Lo dico da padre pacifista e non violento, fosse capitato a me mi sarei probabilmente beccato una denuncia.

 

E adesso la palla passa a google…