I rotoli

Facile dire che tutto va a rotoli, la maggior parte delle volte però si tratta di una frase fatta, detta tanto per dire. sullo stile di “si stava meglio quando si stava peggio”, “non ci sono più le mezze stagioni”, “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”. Poi però ti capita una laringite devastante che ti lascia per quasi una settimana al di fuori del mondo, non accendi computer, non guardi tv ne leggi i giornali fino a questa domenica mattina nella quale leggi

Roma, giovane conduttore aggredito e minacciato perché gay

e leggi che è solo l’ultimo di un crescendo di rigurgiti fascisti.

Allora viene spontaneo pensare “non lo so se sta andando tutto a rotoli, però i rotoli gia si vedono”

Il buio si avvicina

La prima cosa che un regime autoritario fa, ancora prima di palesarsi tale è trovare al popolo un nemico sul quale scaricare le sue paure.

Extracomunitari (e rumeni) sono troppo preziosi per le economie sommerse di questa disonesta nazione, i rom no. L’obiettivo cambia con pochi articoli di giornale, qualche servizio al tg e il passaparola. Gli incendi ai campi rom di Napoli sono solo i primi embrioni di una imminente nuova notte dei cristalli e questa volta nessun italiano potrà dire “non sapevamo che i nazisti erano cattivi” perché i nazisti saremo noi. Perché l’Italia ha mentito a se stessa per sessanta anni fregiandosi di una tolleranza falsa come una banconota da trenta euro.

Non nego che il ragazzino che borseggia in stazione mi susciti preoccupazione, ma la casalinga che lancia le molotov contro le baracche mi fa paura.

Figlia immonda

Succede a Pesaro ma potrebbe essere successo in una qualsiasi città italiana.
Succede che una ragazza confessi alla madre di essere innamorata di un’amica.
Succede che la madre invece di chiedere “E lei? Anche lei ti ama?” si infuri e arrivi addirittura a darle una coltellata all’addome.
Succede che il coltello venga fermato dalla fibbia dei pantaloni e che la ragazza riesca a chiamare il 113 in soccorso.

Succede nel 2008.

La cosa triste è che la ragazza debba ritenersi pure due volte fortunata:
la prima perché non è morta per mano della madre
la seconda è che tutto questo è successo in una nazione bigotta come l’Italia e non in una società ancora più bigotta come l’Iran, dove la polizia avrebbe arrestato lei e non la madre, dove sarebbe stata uccisa dallo stato (lapidata o impiccata…non sono sicuro).

Le fatiche della politica

Trovo estremamente curioso che Berlusconi si sia sempre lamentato di quanto è faticoso fare il politico, mi ricorda il mio atteggiamento di quando ero studente rispetto ai compiti a casa: non li facevo.

Dati (da openpolis) alla mano, lui alle votazioni in parlamento praticamente non ci stava mai

Presente 71 su 4875 (1.5%)
Assente 4804 su 4875 (98.5%)

Magari adesso che è di nuovo Presidente chissà?