Marco Pannella annuncia lo sciopero della sete perché ai radicali non sarebbero stati concessi i nove posti sicuri in parlamento.
Massimo rispetto per un uomo che in passato ha portato avanti battaglie politiche importanti, ma ho sempre più la certezza che il vittimismo politico che affligge il partito radicale da un paio di decenni sia imputabile completamente a lui.
Non sarebbe ora, per la salute politica dei radicali, di smetterla di pretendere un importanza più grande di quella che hanno realmente? Credo che nel partito radicale militino persone molto valide il cui potenziale è però oscurato dalle sparate vittimistiche pannelliane.
La presentazione di liste comuni non può essere solo un espediente elettorale ma deve nascere anche da una convergenza di obiettivi, non necessariamente completa ma almeno generale.
Purtroppo, per loro, gli scioperi della fame e della sete di Pannella sono ormai una barzelletta, ne ha fatti talmente tanti e per così tanti motivi che molta gente non ci fa più nemmeno caso:
sciopero della fame/sete/cappuccino di Pannella contro
- le basi NATO
- i finanziamenti ai partiti
- i mancati finanziamenti ai partiti
- i la precarietà del lavoro
- la guerra
- la pena di morte
- contro la fame
- contro l’aumento del prezzo delle sigarette
- contro le tasse
Ovviamente la lista è più o meno inventata e ironica, serve solo a ribadire un concetto: lo sciopero della fame (o della sete) fatto continuamente e contro tutto e tutti è inutile. E’ rumore di fondo.
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Facciamo un bello sciopero della fame per far smettere lo sciopero della sete di Pannella
Negli ultimi 10 anni i radicali ci hanno lasciato un bel retaggio:
- 10 miliardi di diretta del parlamento
- Un paio di passaggi dal centrodestra al centrosinistra e viceversa
- Il futuro nonchè ex sindaco di Roma (e non si può nemmeno dargli addosso senza sembrare fascista)
- la Bonino e la sua guerra allo stato sociale
- la supervalutazione di quello delle Iene che con Pannella ci è divetato famoso
- la speranza disillusa di potersi fare le canne liberamente
Insomma massimo rispetto per le lotte di 30 anni fa… ma le parole d’ordine ed il modo di far politica sono cambiati nel tempo.
Franca Rame e Dario Fo (anche se il paragone è un pò forzato) hanno capito.
Lui è ancora troppo pieno di se stesso.
IMHO, ovviamente.
Brutte le speranze disilluse