E se la fondazione del nuovo partito di Berlusconi “contro i parrucconi della politica” fosse dovuto solo ad invidia tricologica?
Ci sono delle società in Italia che scrivono questo ai loro dipendenti
…riteniamo di avere all’interno dell’azienda le migliori professionalità del mercato, costantemente aggiornate, grazie anche agli strumenti di formazione professionali disponibili; per questo motivo l’azienda non partecipa a Seminari e/o Convegni se non come relatori adeguatamente retribuiti dagli organizzatori…
Ottimismo?
Sono passati una ventina d’anni dal giorno in cui aprii la scatola rossa e tirai fuori il Manuale del Master segnando così il mio destino di raccontatore di storie.
Di storie ne ho raccontate tante, alcune create da altri, per la maggior parte create da me. Non mi è ancora capitato di sentirmi dire qualcosa del tipo “non mi è piaciuta”. Forse è stata solo fortuna, o forse no.
Penso di avere accumulato abbastanza storie, mondi e personaggi per ricavarne qualcosa di buono da leggere. Almeno spero.
L’angioletto (o diavoletto, o piccolo mostro di spaghetti, o spiritello, o piccolo fancazzista) pigro sulla mia spalla mi sussurra “chi te lo fa fare?lascia perdere, riposati, gioca ma non ti mettere a scrivere. Non ce la puoi fare”. Ma io sono un testardo figlio di testardi con antenati testardi (detta così non suona bene) e lo faccio lo stesso.
Un’ora (minimo) al giorno dedicata alla scrittura della storia, la sera dalle undici a mezzanotte. La storia già esiste, è gia stata raccontata devo solo (mostriciattolo pigro:”solo??? ma ti rendi conto?!?!”) scriverla in una forma comprensibile.
Si comincia oggi.
Perché uso la homepage personalizzata di iGoogle?
Perché a volte regala dei gioielli di comicità involontaria.


Ricorda sempre che sei unico. Come chiunque altro.
via Photopumpkin
Aggiornamento:
gli altri li trovate su despair.com
Qualche giorno fa volevo scrivere un post sul pericolo di rigurgiti razzisti che l’omicidio di Roma avrebbe potuto provocare. Come spesso accade la realtà è più veloce della mia pigrizia. I rigurgiti ci sono stati.
Come al solito i media montano il caso e in questo periodo pare che ogni in crimine commesso ci sia di mezzo un rumeno, la solita campagna mediatica: quest’autunno va di moda il “criminale rumeno”.
Ma magari non è solo moda giornalistica: ieri notte una decina di scalmanati ha tentato di svaligiare la GS sotto casa mia. alle due circa abbiamo sentito un botto e l’allarme del supermercato, mi affaccio alla finestra e vedo una macchina che spinge sulla serranda del super. L’auto spinge e alla fine sfonda entrando completamente.
Una banda di una decina di ragazzi sciama nel negozio. Ci mettono almeno dieci minuti per estrarre la macchina incastrata all’interno.
Nel frattempo avvicinano un’altra macchina e aprono il portabagagli, forse per caricare qualcosa.
Io, che appena vista la serranda sfondata avevo chiamato il 112, guardo dal balcone la scena, i ragazzi parlano tra loro urlando ma non capisco cosa dicono. Strano infatti per un curioso effetto il mio balcone ha un’acustica eccezzionale e di norma la notte si sentono chiaramente i discorsi della gente in strada.
Mistero forse risolto quando uno di loro, il palo, vede i lampeggianti di una volate e urla “Garda!”, subito tutti cominciano a gridarsi tra loro “Garda! Gardaaa!!!” poi fuggono a piedi verso la pista ciclabile.
Garda: in rumeno vuol dire guardia, polizia.
Non mi faccio illusioni sul fatto che gli immigrati sono tutti buoni, ne facili razzismi (sono tutti criminali). Ma sono sicuro che quello che è successo l’altra notte darà l’ennesima scusa ad altra gente per essere razzisti sentendosi anche nel giusto.
La destra gongola cantando “te l’avevo detto” il governo vara un “pacchetto sicurezza” e a Roma sgomberano i campi nomadi e le baraccopoli. Un’imponente opera di apparente pulizia, ma tutti a mio modesto avviso mancano decisamente il punto: la certezza della pena. A che serve inasprire le pene, espellere, allontanare se un criminale, immigrato o indigeno non ha alcuna importanza, è abbastanza sicuro di farla franca?
Non è l’entità della punizione che ferma la mano del criminale,fosse così negli stati in cui vige la pena di morte non ci sarebbero omicidi, non ci sarebbero funzionari corrotti in Cina; è la certezza o la quasi certezza della punizione.
E questo vale indipendentemente dal fatto che il crimine sia commesso da un rumeno, da un italiano, da uno gnomo o da un leghista.