Sindacati e azienda sempre più muro contro muro da queste parti. Tutti a dire “ho ragione io e tu la pagherai cara”.
Non sto’ a raccontare i dettagli ne ad esprimere opinioni, sono questione interne e non è questo il luogo, ma una cosa per far capire il livello a cui siamo arrivati la scrivo.
Il proxy aziendale è secondo me uno strumento utilissimo e sacrosanto, un’azienda ha tutto il diritto di limitare l’accesso alla rete in maniera preventiva: non può sorvegliare la tua navigazione ma può impedire che tu acceda a determinati siti. Lo ha ribadito il garante della priivacy e io lo ritengo ragionevole, magari fastidioso in alcuni casi ma legittimo e ragionevole.
Fatto sta che però la cosa può portare a delle “anomalie”:
ed infine
E mo vedremo quanto sarà solerte l’assistenza Nokia.
Nei giorni siamo stati a Riccione a trovare i nonni materni di Edoardo, ho usato il mio E61 per tutto il viaggio come navigatore e la sera era quasi del tutto scarico.
Verso le 23 l’ho messo in carica. Quando mi sono alzato sabato mattina il telefono era spento. Strano – ho pensato – ero sicuro fosse acceso.
Ho premuto il pulsante di accensione ma niente…allora l’ho premuto un po’ più a lungo il risultato è WSOD ovvero una bella schermata completamente bianca.
Ho provato tutto quello che san Google mi ha proposto: reset vari, format, togliere la batteria, di tutto.
Quindi al momento il mio fantastico telefono, in garanzia, è fuori uso e mi toccherà riportarlo al negozio o al centro assistenza Nokia.
L’esperienza che ebbi con l’assistenza Creative fu estremamente positiva, vedremo come andrà con quella Nokia.
Poi, un giorno, qualcuno mi dovrà spiegare perché tutto ’sto casino per un esame.
Le nuove regole cominciano a farsi sentire, da oggi tentando di accedere a gmail si ottiene questo:
E’ stato registrato un tentativo di accesso ad un sito non ammesso dalla policy aziendale.
A Roma nel centro storico sono comparsi degli spiritosi manifesti a firma Forza Nuova, una formazione neofascista che riunisce un po’ di stronzi fascisti omofobi. E scusate la sincerità…
Probabilmente la sola esistenza dei suddetti manifesti è sufficiente per far partecipare la famiglia Procione al gaypride.
Il tentato “colpo di stato” della Lega è quasi comico nella sua ingenuità/inutilità, se non fosse che è un sintomo dello scarso rispetto che i rappresentanti del carroccio hanno sempre dimostrato per lo stato. Quella stessa repubblica che, pur con tutti i suoi non pochi difetti permette loro di cazzeggiare in parlamento e a Pontida.