Leggo su Corriere.it che Cacciari pur di non votare il rifinanziamento delle missioni militari all’estero ha deciso di dare le dimissioni da deputato.
Nel programma dell’Unione, che il partito del signor Cacciari ha sottoscritto, si parla di ritiro dall’Irak, non c’è niente a proposito dell’Afghanistan. Nel programma non si parla di ritiro dall’Afghanistan, neanche dal Kossovo se è per questo.
Due posti nei quali i militari italiani ci sono andati su richiesta dell’ONU, non di George W(ar) Bush.
Per quanto riguarda l’Irak poi il discorso non è molto diverso, siamo tutti daccordo sul ritiro ma va fatto con oculatezza. L’Italia ha mandato le sue truppe, ha partecipato all’invasione di un paese straniero. Un’invasione che ha spazzato via i residui di stabilità che esistevano nell’area.
Un popolo che già moriva di fame si è ritrovato stretto tra carriarmati, banditi, insorti e terroristi.
Il precedente governo a messo un carico morale pesantissimo sugli italiani, un carico che non si alleggerisce gettando una tessera.
In Irak c’è la guerra e la Costituzione dice che la guerra non s’ha da fare e quindi?
Quindi le truppe italiane devono uscire dall’Irak, uscire non ritirarsi, non è la stessa cosa.
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Occhio che quello è PAOLO Cacciari, fratello di Massimo il filosofo, mio emerito ex-professore di estetica!
Lo so…ma il titolo mi è venuto così spontaneo che non ho avuto il cuore di cambiarlo.
Eh l’avevo immaginato!
Vorrà dire che ritornerò a vedere Paolo che si aggira dalle mie parti e da quelle della sede-proletaria di RC di Marghera (un buco ex-magazzino al primo piano di una fabbrica!)