mar 292006
 

Ultimamente sta prendendo piede anche in Italia una brutta abitudine. In presenza di una critica, opinione o commento non gradito le aziende ricorrono rapidamente ai tribunali per azzittire e intimidire.
E’ successo, ultimo caso, che il blog del Gambero Rosso “Papero Giallo” sia stato denunciato da uno scontento produttore di grappe.
Magari questo caso è particolare, visto che coinvolge un giornalista gastronomico con alle spalle una struttura che sarebbe anche in grado di sostenere e vincere l’eventuale causa. Ma sicuramente è sintomatico.
E se io povero blogger di piccolo cabotaggio esprimessi in un post il mio disappunto per il pessimo servizio ricevuto da un’azienda?
E se quell’azienda invece di cogliere un’opportunità, come è successo per i biglietti da visita di Giuseppe Mayer, replicando con gli stessi strumenti decidesse di perseguirmi legalmente?
E’ una brutta strada quella verso cui ci incamminiamo.

Per la cronaca, l’imparziale e onnipotente cache di google con il post originale.

(via Mantellini)

mar 282006
 

Un piccolo dubbio riguardo al caso dell’Afgano convertitosi al cristianesimo.
Mettiamo il caso che il tizio, invece di dichiararsi cristiano, si fosse dichiarato ateo o agnostico, credo che per la sharia la cosa sia equivalente: pena di morte.
Il mio dubbio è questo: si sarebbe alzato lo stesso polverone mediatico? L’Italia avrebbe coraggiosamente offerto asilo? Il caso sarebbe mai uscito dai confini dell’Afghanistan?