Visto il torpore atarassico di questa settimana riciclo qui un raccontino pre-ferie dell’anno scorso.
Dimissioni di un impiegato innocuo
di Federico Maiorini
Innocuo…
Davvero mi considerano innocuo. Poveri colleghi. Ex colleghi.
Qualcuna mi ha pure chiamato “simpatico orsacchiotto”, stupida.
Non so se ce la faccio a trattenere le risate pure oggi.
Ma ho un lavoro da fare, il mio vero lavoro.
Ho passato due mesi a fare finta di lavorare, meno male che oggi do le dimissioni.
Oddio…devo trattenere le risate di nuovo.Arrivo in ritardo oggi. Apposta. Devo essere l’ultimo.
Ingresso.
Il portiere ciccione mi apre, guardo dietro di me in strada…nessuno
Entro e mi scrollo la neve di dosso.
Estraggo l’ingram col silenziatore, tre colpi veloci.
Il primo in faccia, il secondo al petto e il terzo in faccia.
Faceva schifo da vivo ma da morto è pure peggio.Nessuno in giro, bene. Caccio il cadavere sotto al bancone.
Incredibile quello che si puo’ comprare su internet: mastice di polimeri metallici, mi basta spruzzarlo nella serratura che diventa un blocco unico di metallo.
Porta bloccata.Un po’ di acido nella pulsantiera dell’ascensore. Corto circuto e ascensore fermo.
Salgo le scale con calma…al primo piano ci sono solo stanze da due o da tre.
Apro la prima porta, in due si voltano dalla mia parte, sfoggo il mio sorriso da “innocuo”.
Saluto “Salve! Vi ho portato…”. Due faccie curiose ricevono una pallotola in fronte.
Chiudo la porta e faccio la stessa cosa per le altre 15 stanze del piano.
Blocco la porta del piano col mastice e salgo le scale.Al secondo piano c’è l’open space e oggi è pieno, vogliono tutti sapere della fusione annunciata di recente.
Metto una bomboletta dietro un vaso e apro la valvolina. Inodore e incolore, una versione potenziata del gas che i russi hanno usato in quel teatro.
In un minuto saranno tutti a ninna, ma dato che le finestre sono chiuse per il freddo, in tre minuti saranno pronti per il medico legale.
Solito metodo per la porta.Terzo piano, ormai mi posso sfogare.
Freddo la segretaria di piano alla fine del corridoio.
Metto la maschera antigas. Verso l’ufficio del presidente seminando bombolette in giro…
I tonfi che sento sono quelli dei dirigenti che crollano.
Nessuno grida…Io ancora devo capire come fa ad essere cosi’ veloce.
Ma in fondo non me ne frega niente, basta che funziona.Il presidente è accasciato sulla scrivania, è evidente che le scarpe da donna che intravedo sotto non sono le sue.
“Presidente sono venuto a darle le mie dimissioni.” Ovviamente non risponde.
Il suo portatile è già acceso, bene. Attacco il piccolo trasmettitore sul retro del computer e aspetto.
Il congegno emette una serie di bip appena inizia a trasmettere. E’ ora di andare.Scendo fino al piano terra…Solvente per polimeri metallici nella serratura.
Vado verso la berlina nera dall’altra parte della strada e salgo dietro.
Il colletto bianco vicino a me alza gli occhi dal computer: “Il trasmettitore funziona perfettamente. Deduco che non ci siano testimoni.”Rispondo solo “I soldi?”
“Nella 24 ore sotto il sedile. Vuoi contarli?” e riprende a fissare il monitor.Sfoggio il mio sorriso ‘innocuo’: “Mi fido. Non credo che ti piacerebbe se fossi assunto dalla tua società.”
“No…infatti”
Saluto, scendo dalla macchina e finalmente vado in ferie.


Il parlamento europeo boccia quasi all’unanimità la direttiva sui brevetti.